Contact Us

Use the form on the right to contact us.

You can edit the text in this area, and change where the contact form on the right submits to, by entering edit mode using the modes on the bottom right. 

         

123 Street Avenue, City Town, 99999

(123) 555-6789

email@address.com

 

You can set your address, phone number, email and site description in the settings tab.
Link to read me page with more information.

News

120 Exhibitors from 13 countries at the 43rd Kastoria International Fur Fair Buyers from 26 countries show great interest

carlotta pellizzari

Once again this year the Kastoria International Fur Fair will be the venue for considerable commercial trade and new collaborations. The exhibition space has already been filled to the limit with the participation of 120 Exhibitors, representing the largest and most dynamic fur businesses in 13 different countries.

The 43rdKastoria International Fur Fair, in line with market demand, offers unique opportunities to buyers so that they can find quality merchandise in a wide range of designs, colors and prices, thus attracting buyers from all over the world.

Indicative of their interest is that buyers from 26 countries have already signed up for their entrance passes. Some of these include well established fur markets, such as Russia, Ukraine, Turkey, the USA and countries in Europe. But there are also some newcomers to the market, such as Japan, Mongolia, Kazakhstan, Azerbaijan and China.

A significant presentation of a Korean mission has been organized by the Kastoria Fur Association in collaboration with Enterprise Greece and the Office of Economic and Commercial Affairs of the Greek Embassy in Seoul.

Providing important business opportunities to both Exhibitors and Visitors, the 43rd International Fur Fair is co-organized by the Kastoria Fur Association, TIF-HELEXPO and the West Macedonia Prefecture while it is funded by the biggest Fur Auction Houses.

More specifically, NAFA is a Grand Sponsor, while Kopenhagen Fur will be sponsoring the Fashion Gala that will take place on the opening day of the Fur Fair. Saga Furs Auction House is a Golden Sponsor.

 

Paris’s two most influential players on the international fashion scene - trade-show organiser Première Vision and the Fédération de la Haute Couture de la Mode - have signed a partnership agreement.

carlotta pellizzari

The goal of this agreement, which took effect on 1 January 2018,  is to support the young creative companies in their training and to develop creative and innovative fashion in order to bolster Paris’s position as fashion capital of the world.

Read More

L’EVENTO ESPOSITIVO DI RIFERIMENTO PER L’AREA PELLE GLOBALE PREPARA LA SUA EDIZIONE NUMERO 93. ESPOSITORI IN AUMENTO, SPAZI PRATICAMENTE ESAURITI, IDENTITÀ FIERISTICA E PROFILO INTERNAZIONALE

carlotta pellizzari


A poco più di un mese dall’apertura della sua edizione numero 93, in calendario dal 4 al 6 ottobre a Milano, LINEAPELLE registra gli ennesimi segnali di rafforzamento della propria leadership
espositiva globale e di crescita dei suoi già notevoli numeri.
All’interno dei padiglioni 9-11-13-15-22-24 di Fieramilano Rho lo spazio espositivo è
praticamente esaurito, mentre alla segreteria organizzativa giungono ulteriori richieste di
presenza da ogni parte del mondo, a testimonianza che l’area pelle globale vede in LINEAPELLE
l’appuntamento di riferimento, al quale non si può rinunciare per avere indicazioni e stimoli sotto il profilo economico, commerciale e stilistico. Risultati ottimi e significativi per una manifestazione il cui intero assetto societario, dall’aprile 2017, è stato ricondotto sotto la proprietà di UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) con l’obiettivo di renderla sempre più uno strumento strategico a sostegno della competitività di tutte le aziende espositrici.
“LINEAPELLE è un vanto per tutto il settore – commenta il presidente UNIC, Gianni Russo -. È
l’evento espositivo più qualificato al mondo per eccellenza e varietà dell’offerta. Tornata
saldamente in possesso delle imprese conciarie italiane, in virtù di un nostro forte impegno
economico e di riorganizzazione della sua struttura, LINEAPELLE è oggi più forte che mai e
questo ci rende particolarmente orgogliosi”.
Con oltre 1.200 espositori provenienti da 46 nazioni e visitatori attesi da più di 130 Paesi,
LINEAPELLE conferma l’altissimo profilo internazionale e rafforza la propria leadership globale,
in virtù di alcuni fattori importanti e strategici, che le hanno permesso di imporsi, in modo continuo e concreto, su altri competitor: l’ormai consolidata location fieristica di Milano, dove LINEAPELLE si è trasferita nel settembre 2014; lo sviluppo di un esclusivo network di preview estere (New York, Londra, Tokyo, Guangzhou), la qualità innovativa del suo approccio fashion, esplicitato attraverso la proposta di stimolanti temi stilistici elaborati dal Comitato Moda della fiera. I prossimi, presentati a ottobre durante LINEAPELLE, riguarderanno la stagione invernale 2018-19.
Sul piano congiunturale, la prossima edizione di LINEAPELLE si inserisce in un contesto di
mercato che lascia spazio a un moderato ottimismo. Nei primi mesi 2017, infatti, il giro d’affari
delle aziende espositrici italiane è cresciuto del 2% rispetto all’inizio dello scorso anno,
raggiungendo un valore di circa 7 miliardi di euro e registrando performance positive per quanto
riguarda, in particolare, le esportazioni. Resta, invece, caratterizzata da una sostanziale debolezza la situazione del mercato interno.
 

LUSSO SOSTENIBILE :Molti sanno che le pellicce sono un bene durevole, che può essere riadattato.

carlotta pellizzari

di Maryam Siddiqi

 

Molti sanno che le pellicce sono un bene durevole, che può essere riadattato. Un cappotto, ad esempio, può diventare un gilet, che a sua volta potrà trasformarsi in una borsetta e poi ancora in bordi di pelliccia per il cappuccio di un parka o un paio di stivali.

Anche il settore stesso è durevole e solido. In America settentrionale, il commercio di pelli fra le popolazioni indigene e gli europei ebbe inizio nel '500. La North American Fur Auctions, che opera nel commercio di pellicce sin dal 1670, ha contribuito in modo sostanziale al successo del comparto per la grande maggioranza della sua storia; un fattore importante di tale successo è il fatto di lavorare insieme agli altri operatori per garantire la sostenibilità del settore, la migliore qualità dei prodotti che esso crea, commercializza e vende e la compatibilità ambientale delle attività necessarie per produrli. 

“Vantiamo 347 anni di esperienza nella vendita commerciale di pellicce, e da due secoli a questa parte monitoriamo la sostenibilità della nostra attività, al fine di garantire popolazioni abbondanti per ogni specie da pelliccia presente in America settentrionale” spiega Rob Cahill, senior vice-president, international marketing per North American Fur Auctions. “Da centinaia di anni la nostra raccolta avviene in modo sostenibile”. 

L'idea che le pellicce rappresentino un prodotto tessile di lusso sostenibile e compatibile con l'ambiente è sostenuta entusiasticamente dai leader del comparto, soprattutto in ragione dell'importante ruolo che questo svolge per l'economia di vari paesi. Secondo le stime del Fur Institute of Canada (FIC), nel 2013, le vendite interne al dettaglio in America settentrionale hanno raggiunto 4 miliardi di dollari, e 35,8 miliardi di dollari a livello mondiale. Anche in Canada l'industria ha un impatto significativo. Secondo la FIC, il settore contribuisce ogni anno all’economia nazionale con 1 miliardo di dollari, dando occupazione diretta, a tempo pieno o part-time, a una forza lavoro di 60.000 persone.   

Il Fur Council of Canada (FCC), l’associazione senza fini di lucro che rappresenta tutti gli attori del comparto, dai cacciatori alle case d’asta, fino ai rivenditori, si è dato la proprietà di istruire gli operatori del settore e il grande pubblico sui vantaggi delle pellicce dal punto di vista ambientale. Alcuni anni fa l'organismo ha lanciato il sito web FurisGreen.com, una risorsa dedicata a illustrare i benefici di questo materiale: in primis il fatto che rappresenta una risorsa naturale e rinnovabile (le pellicce false sono prodotte con derivati del petrolio, una fonte non rinnovabile). Più recentemente, il FCC ha lanciato TruthAboutFur.com, un sito che spiega ai lettori l’intero ciclo di vita della pelliccia, dalla fase dell’allevamento e della caccia fino alla lavorazione, il design e la vendita al pubblico. 

“In quest’epoca in cui la società è sempre più attenta a compiere scelte sostenibili e compatibili con la protezione dell’ambiente, per il comparto è molto importante che le persone sappiano che le pellicce rappresentano una scelta eccellente”, dichiara Alan Herscovici, executive vice president di FCC. “Il nostro settore è ben regolamentato, a livello nazionale e internazionale, per garantire che non vengano impiegate specie a rischio”. Herscovici spiega anche che il Canada è uno dei paesi più impegnati a livello mondiale a garantire che le attività di caccia e allevamento avvengano nel rispetto di codici e normative rigorosi concernenti il trattamento degli animali. 

Anche nel fast fashion la pelliccia rappresenta un materiale interessante. “Finalmente iniziamo ad avere le prime statistiche su questo fenomeno, la quantità di rifiuti che genera [il fast fashion] e il numero di capi che si gettano ogni anno, la maggior parte dei quali sintetici. In pratica gli indumenti sono come le buste di plastica, sotto un'altra forma” afferma Herscovici. “Nel nostro settore capita continuamente di vedere un cappotto di visone di 30, 40, 50 anni in buone condizioni e che può essere nuovamente messo a modello. Non c'è niente di frivolo in questo”.

 

L'idea della pelliccia come materiale sostenibile attrae molti brand della moda, dai grandi nomi dell’haute-couture ai più affermati brand dello street-style, ed è un aspetto che le case puntano a promuovere attivamente con i propri clienti. 

“L'idea di sostenibilità generale è un concetto sempre più importante nel valore immateriale dei prodotti Fendi. Per questo ci impegniamo attivamente a sviluppare e migliorare continuamente la sostenibilità di tutta la nostra filiera di approvvigionamento; un lavoro praticamente senza fine” secondo Frédéric Munoz, worldwide operations director del marchio. “Nella sua qualità di marchio leader nel lusso con un know-how unico in fatto di lavorazione artigianale delle pellicce, Fendi è fortemente impegnata a garantire alla sua clientela mondiale prodotti di pelliccia eccellenti realizzati nel massimo rispetto del benessere degli animali”.

Nel marzo 2017 spiega ancora Munoz, Fendi è stata la prima casa nel luxury ad acquistare lotti di visone interamente certificati, e di recente ha creato un esclusivo programma di riciclo per consentire alla sua clientela “di rimodernare la bella pelliccia della mamma o della nonna, al passo con la moda di oggi”. 

Per un brand di streetwear come Canada Goose, utilizzare pellicce certificate nelle linee di prodotti e promuovere la sostenibilità del comparto è importante, oltre a costituire un motivo di orgoglio. “Canada Goose acquista le sue pellicce solo da cacciatori nordamericani regolarmente autorizzati, soggetti alla regolamentazione delle autorità pubbliche di tutela della fauna selvatica a livello statale, provinciale e territoriale”, afferma Carrie Baker , responsabile della comunicazione dell’azienda. “Lavorando con i cacciatori da oltre 40 anni, sappiamo che rispettano profondamente gli animali e la natura e siamo orgogliosi di sostenerli”.

In linea con la politica di trasparenza aziendale, da aprile 2017 tutti i prodotti in pelliccia utilizzati nei capi Canada Goose sono completamente tracciabili e le informazioni sul paese di provenienza saranno incluse nelle etichette. 

“Siamo molto favorevoli all’utilizzo etico, responsabile e sostenibile della pelliccia. E crediamo nell'importanza dell’approvvigionamento etico, motivo per cui abbiamo implementato un programma di tracciabilità che garantisce la trasparenza di tutta la nostra filiera, e quindi che le nostre pelli siano originate da animali non sottoposti a pratiche sleali o trattamenti disumani” aggiunge Baker.

 

Canada Goose ha collaborato con NAFA per sviluppare un sistema di certificazione delle pellicce di coyote usate nei prodotti. “L'azienda”, spiega Cahill, “è in cerca di cacciatori e produttori certificati, e noi li stiamo aiutando a sviluppare un sistema di certificazione che ci consentirà di ottenere determinate informazioni, le quali a loro volta permetteranno di avere la necessaria garanzia che i cacciatori [da cui si approvvigionano] sono muniti di regolare licenza e operano nel rispetto delle normative dello stato, provincia o territorio di competenza”. 

Aggiunge Baker: “Canada Goose si impegna a fornire ai clienti informazioni trasparenti e veritiere, nella speranza che ciò li faccia sentire fiduciosi rispetto alle sue procedure e pratiche di approvvigionamento”. 

Entro il 2020 NAFA conta di implementare formalmente la sua politica di certificazione e tracciabilità. Questa offrirà a produttori e case d'asta, allevatori e produttori di pellicce selvatiche che collaborano con le case di moda come Fendi e Canada Goose,  l'opportunità di far certificare i propri prodotti per garantire che gli stessi siano conformi con gli obblighi e le normative locali, regionali e nazionali. L’obiettivo dell'iniziativa è garantire la qualità in modo sostenibile e consentire la trasmissione di tale garanzia a ogni operatore della filiera di approvvigionamento.

 

“Noi conosciamo la provenienza di ogni singola pelle venduta dalla nostra azienda e da chi è stata fornita, che si tratti di un cacciatore munito di regolare licenza o di un allevamento”, dice Cahill. “Nel momento in cui le pellicce escono dal nostro magazzino possiamo quindi rilasciare [agli acquirenti] le informazioni sulla provenienza delle pelli. Inoltre, stiamo testando una serie di etichette diverse appositamente studiate per il sistema abbigliamento, così che nel momento in cui il designer o il produttore si trovano le pelli sul tavolo, queste possano conservare la tracciabilità e, se l’azienda lo richiede, propagarla fino al livello della vendita al dettaglio”.

 

La capacità di fornire la garanzia di provenienza e qualità al livello della rivendita al minuto e del consumatore è un passaggio fondamentale per la condivisione delle conoscenze riguardanti il nostro settore, spiega Herscovici.

 

A causa della natura stessa di questo comparto, [in passato] le persone che potevano fornire dati in proposito erano gli stessi cacciatori e allevatori, che tuttavia vivendo in aree rurali e distanti, non venivano interpellati. Spesso gli stessi pellicciai, e in generale i negozi , non sapevano niente di tutto questo” puntualizza.

“Nell'epoca della produzione di massa, nel mondo esiste ancora un settore basato su materiali naturali sostanzialmente prodotti a mano, retaggio di una tradizione altamente sostenibile dal punto di vista ecologico. Mi sembra assolutamente fantastico”.

 

 

selects-101.jpg