Contact Us

Use the form on the right to contact us.

You can edit the text in this area, and change where the contact form on the right submits to, by entering edit mode using the modes on the bottom right. 

           

123 Street Avenue, City Town, 99999

(123) 555-6789

email@address.com

 

You can set your address, phone number, email and site description in the settings tab.
Link to read me page with more information.

News

LUSSO SOSTENIBILE :Molti sanno che le pellicce sono un bene durevole, che può essere riadattato.

Dane Labelle

di Maryam Siddiqi

 

Molti sanno che le pellicce sono un bene durevole, che può essere riadattato. Un cappotto, ad esempio, può diventare un gilet, che a sua volta potrà trasformarsi in una borsetta e poi ancora in bordi di pelliccia per il cappuccio di un parka o un paio di stivali.

Anche il settore stesso è durevole e solido. In America settentrionale, il commercio di pelli fra le popolazioni indigene e gli europei ebbe inizio nel '500. La North American Fur Auctions, che opera nel commercio di pellicce sin dal 1670, ha contribuito in modo sostanziale al successo del comparto per la grande maggioranza della sua storia; un fattore importante di tale successo è il fatto di lavorare insieme agli altri operatori per garantire la sostenibilità del settore, la migliore qualità dei prodotti che esso crea, commercializza e vende e la compatibilità ambientale delle attività necessarie per produrli. 

“Vantiamo 347 anni di esperienza nella vendita commerciale di pellicce, e da due secoli a questa parte monitoriamo la sostenibilità della nostra attività, al fine di garantire popolazioni abbondanti per ogni specie da pelliccia presente in America settentrionale” spiega Rob Cahill, senior vice-president, international marketing per North American Fur Auctions. “Da centinaia di anni la nostra raccolta avviene in modo sostenibile”. 

L'idea che le pellicce rappresentino un prodotto tessile di lusso sostenibile e compatibile con l'ambiente è sostenuta entusiasticamente dai leader del comparto, soprattutto in ragione dell'importante ruolo che questo svolge per l'economia di vari paesi. Secondo le stime del Fur Institute of Canada (FIC), nel 2013, le vendite interne al dettaglio in America settentrionale hanno raggiunto 4 miliardi di dollari, e 35,8 miliardi di dollari a livello mondiale. Anche in Canada l'industria ha un impatto significativo. Secondo la FIC, il settore contribuisce ogni anno all’economia nazionale con 1 miliardo di dollari, dando occupazione diretta, a tempo pieno o part-time, a una forza lavoro di 60.000 persone.   

Il Fur Council of Canada (FCC), l’associazione senza fini di lucro che rappresenta tutti gli attori del comparto, dai cacciatori alle case d’asta, fino ai rivenditori, si è dato la proprietà di istruire gli operatori del settore e il grande pubblico sui vantaggi delle pellicce dal punto di vista ambientale. Alcuni anni fa l'organismo ha lanciato il sito web FurisGreen.com, una risorsa dedicata a illustrare i benefici di questo materiale: in primis il fatto che rappresenta una risorsa naturale e rinnovabile (le pellicce false sono prodotte con derivati del petrolio, una fonte non rinnovabile). Più recentemente, il FCC ha lanciato TruthAboutFur.com, un sito che spiega ai lettori l’intero ciclo di vita della pelliccia, dalla fase dell’allevamento e della caccia fino alla lavorazione, il design e la vendita al pubblico. 

“In quest’epoca in cui la società è sempre più attenta a compiere scelte sostenibili e compatibili con la protezione dell’ambiente, per il comparto è molto importante che le persone sappiano che le pellicce rappresentano una scelta eccellente”, dichiara Alan Herscovici, executive vice president di FCC. “Il nostro settore è ben regolamentato, a livello nazionale e internazionale, per garantire che non vengano impiegate specie a rischio”. Herscovici spiega anche che il Canada è uno dei paesi più impegnati a livello mondiale a garantire che le attività di caccia e allevamento avvengano nel rispetto di codici e normative rigorosi concernenti il trattamento degli animali. 

Anche nel fast fashion la pelliccia rappresenta un materiale interessante. “Finalmente iniziamo ad avere le prime statistiche su questo fenomeno, la quantità di rifiuti che genera [il fast fashion] e il numero di capi che si gettano ogni anno, la maggior parte dei quali sintetici. In pratica gli indumenti sono come le buste di plastica, sotto un'altra forma” afferma Herscovici. “Nel nostro settore capita continuamente di vedere un cappotto di visone di 30, 40, 50 anni in buone condizioni e che può essere nuovamente messo a modello. Non c'è niente di frivolo in questo”.

 

L'idea della pelliccia come materiale sostenibile attrae molti brand della moda, dai grandi nomi dell’haute-couture ai più affermati brand dello street-style, ed è un aspetto che le case puntano a promuovere attivamente con i propri clienti. 

“L'idea di sostenibilità generale è un concetto sempre più importante nel valore immateriale dei prodotti Fendi. Per questo ci impegniamo attivamente a sviluppare e migliorare continuamente la sostenibilità di tutta la nostra filiera di approvvigionamento; un lavoro praticamente senza fine” secondo Frédéric Munoz, worldwide operations director del marchio. “Nella sua qualità di marchio leader nel lusso con un know-how unico in fatto di lavorazione artigianale delle pellicce, Fendi è fortemente impegnata a garantire alla sua clientela mondiale prodotti di pelliccia eccellenti realizzati nel massimo rispetto del benessere degli animali”.

Nel marzo 2017 spiega ancora Munoz, Fendi è stata la prima casa nel luxury ad acquistare lotti di visone interamente certificati, e di recente ha creato un esclusivo programma di riciclo per consentire alla sua clientela “di rimodernare la bella pelliccia della mamma o della nonna, al passo con la moda di oggi”. 

Per un brand di streetwear come Canada Goose, utilizzare pellicce certificate nelle linee di prodotti e promuovere la sostenibilità del comparto è importante, oltre a costituire un motivo di orgoglio. “Canada Goose acquista le sue pellicce solo da cacciatori nordamericani regolarmente autorizzati, soggetti alla regolamentazione delle autorità pubbliche di tutela della fauna selvatica a livello statale, provinciale e territoriale”, afferma Carrie Baker , responsabile della comunicazione dell’azienda. “Lavorando con i cacciatori da oltre 40 anni, sappiamo che rispettano profondamente gli animali e la natura e siamo orgogliosi di sostenerli”.

In linea con la politica di trasparenza aziendale, da aprile 2017 tutti i prodotti in pelliccia utilizzati nei capi Canada Goose sono completamente tracciabili e le informazioni sul paese di provenienza saranno incluse nelle etichette. 

“Siamo molto favorevoli all’utilizzo etico, responsabile e sostenibile della pelliccia. E crediamo nell'importanza dell’approvvigionamento etico, motivo per cui abbiamo implementato un programma di tracciabilità che garantisce la trasparenza di tutta la nostra filiera, e quindi che le nostre pelli siano originate da animali non sottoposti a pratiche sleali o trattamenti disumani” aggiunge Baker.

 

Canada Goose ha collaborato con NAFA per sviluppare un sistema di certificazione delle pellicce di coyote usate nei prodotti. “L'azienda”, spiega Cahill, “è in cerca di cacciatori e produttori certificati, e noi li stiamo aiutando a sviluppare un sistema di certificazione che ci consentirà di ottenere determinate informazioni, le quali a loro volta permetteranno di avere la necessaria garanzia che i cacciatori [da cui si approvvigionano] sono muniti di regolare licenza e operano nel rispetto delle normative dello stato, provincia o territorio di competenza”. 

Aggiunge Baker: “Canada Goose si impegna a fornire ai clienti informazioni trasparenti e veritiere, nella speranza che ciò li faccia sentire fiduciosi rispetto alle sue procedure e pratiche di approvvigionamento”. 

Entro il 2020 NAFA conta di implementare formalmente la sua politica di certificazione e tracciabilità. Questa offrirà a produttori e case d'asta, allevatori e produttori di pellicce selvatiche che collaborano con le case di moda come Fendi e Canada Goose,  l'opportunità di far certificare i propri prodotti per garantire che gli stessi siano conformi con gli obblighi e le normative locali, regionali e nazionali. L’obiettivo dell'iniziativa è garantire la qualità in modo sostenibile e consentire la trasmissione di tale garanzia a ogni operatore della filiera di approvvigionamento.

 

“Noi conosciamo la provenienza di ogni singola pelle venduta dalla nostra azienda e da chi è stata fornita, che si tratti di un cacciatore munito di regolare licenza o di un allevamento”, dice Cahill. “Nel momento in cui le pellicce escono dal nostro magazzino possiamo quindi rilasciare [agli acquirenti] le informazioni sulla provenienza delle pelli. Inoltre, stiamo testando una serie di etichette diverse appositamente studiate per il sistema abbigliamento, così che nel momento in cui il designer o il produttore si trovano le pelli sul tavolo, queste possano conservare la tracciabilità e, se l’azienda lo richiede, propagarla fino al livello della vendita al dettaglio”.

 

La capacità di fornire la garanzia di provenienza e qualità al livello della rivendita al minuto e del consumatore è un passaggio fondamentale per la condivisione delle conoscenze riguardanti il nostro settore, spiega Herscovici.

 

A causa della natura stessa di questo comparto, [in passato] le persone che potevano fornire dati in proposito erano gli stessi cacciatori e allevatori, che tuttavia vivendo in aree rurali e distanti, non venivano interpellati. Spesso gli stessi pellicciai, e in generale i negozi , non sapevano niente di tutto questo” puntualizza.

“Nell'epoca della produzione di massa, nel mondo esiste ancora un settore basato su materiali naturali sostanzialmente prodotti a mano, retaggio di una tradizione altamente sostenibile dal punto di vista ecologico. Mi sembra assolutamente fantastico”.

 

 

selects-101.jpg